Carenze di farmaci: perché mancano in Italia e come trovare un'alternativa
In farmacia le dicono che quella confezione "non arriva". Non è quasi mai un problema della sua farmacia: è una carenza che riguarda un intero lotto, un produttore o, in certi periodi, un intero principio attivo su scala nazionale o europea. Questa guida spiega cosa vuol dire ufficialmente "farmaco carente", da cosa dipende, dove si verifica e quali strade esistono per non restare senza terapia.
In sintesi
- L'AIFA pubblica e aggiorna gli elenchi dei farmaci carenti; dal 13 luglio 2026 questi elenchi sono revisionati con criteri aggiornati per far emergere i casi più rilevanti, non ogni singola confezione temporaneamente esaurita in un magazzino.
- Le cause più comuni sono problemi produttivi, un aumento improvviso della domanda o le esportazioni verso altri paesi; in certi casi l'AIFA può disporre il blocco temporaneo dell'esportazione di un medicinale per proteggerne la disponibilità sul mercato italiano.
- Se un farmaco manca, le opzioni pratiche sono tre: un equivalente con lo stesso principio attivo, un'alternativa terapeutica indicata dal medico, oppure — in alcuni casi — l'importazione dall'estero autorizzata dall'AIFA.
- Lo stato di commercializzazione di una confezione si controlla nella banca dati Medicinali AIFA, non tirando a indovinare da una farmacia all'altra.
- Fare scorte "per sicurezza" non risolve la carenza: sposta il problema su altri pazienti e, per molti farmaci, non è nemmeno necessario.
Che cos'è davvero una "carenza" secondo l'AIFA?
Una carenza è la situazione in cui un medicinale autorizzato non è temporaneamente reperibile sul mercato nella quantità necessaria a coprire il fabbisogno dei pazienti. Non coincide automaticamente con "quella farmacia non ce l'ha oggi": una singola farmacia può essere temporaneamente sprovvista di una confezione per motivi logistici normali, mentre una carenza riconosciuta riguarda la disponibilità del farmaco a livello più ampio.
L'AIFA raccoglie le segnalazioni dei produttori e pubblica elenchi ufficiali dei medicinali carenti, aggiornati periodicamente. Dal 13 luglio 2026 questi elenchi sono revisionati con criteri più mirati, pensati per far risaltare le carenze che incidono davvero sulla continuità delle cure, invece di sommergere l'elenco con casi minori o già risolti. Questo significa che un elenco più corto, oggi, non è necessariamente un elenco meno affidabile: è un elenco filtrato.
Perché un farmaco può mancare?
Le cause più frequenti sono produttive, non "politiche" o legate a un complotto. Un problema in uno stabilimento — una linea di produzione ferma per manutenzione o per un controllo di qualità, un ritardo nella fornitura di una materia prima — può bastare a interrompere le consegne di un intero principio attivo per settimane o mesi, soprattutto se pochi produttori coprono gran parte del mercato.
A questo si aggiungono due fattori di domanda e offerta:
- un aumento improvviso della domanda, per esempio durante un picco stagionale di una patologia comune, che sovraccarica una produzione dimensionata su consumi ordinari;
- le esportazioni verso paesi dove lo stesso farmaco è venduto a un prezzo più alto, che possono ridurre le quantità disponibili sul mercato interno.
Per contrastare quest'ultimo fenomeno, l'AIFA può disporre il blocco temporaneo delle esportazioni di specifici medicinali giudicati a rischio, così da trattenere in Italia le scorte necessarie ai pazienti italiani. È una misura mirata, non una regola generale, e viene applicata farmaco per farmaco.
Come si trova un'alternativa quando il farmaco manca?
Ci sono, in ordine di semplicità, tre strade.
La prima è l'equivalente, cioè un medicinale con lo stesso principio attivo e lo stesso dosaggio prodotto da un'altra azienda. Se la carenza riguarda una specifica marca e non l'intero principio attivo, il farmacista può proporre in autonomia un equivalente disponibile, salvo che la ricetta rechi la clausola di non sostituibilità. Il nostro approfondimento su equivalenti e generici in Italia spiega quando questo passaggio è del tutto indolore e nei pochi casi in cui conviene farlo seguire dal medico.
La seconda è un'alternativa terapeutica, cioè un farmaco diverso, con un principio attivo diverso ma un effetto clinico comparabile per la Sua condizione. Questa scelta spetta al medico, non al farmacista: cambiare classe di farmaco può richiedere di rivalutare dosaggi, interazioni o controlli, quindi non è un passaggio da fare da soli.
La terza, riservata ai casi in cui né l'equivalente né un'alternativa sono disponibili o adatte, è l'importazione dall'estero autorizzata dall'AIFA. In presenza di una carenza riconosciuta, l'AIFA può autorizzare l'importazione di confezioni dello stesso farmaco commercializzate in altri paesi, per garantire la continuità terapeutica di chi ne ha bisogno. È una procedura eccezionale, gestita dalla farmacia in coordinamento con il medico, non un canale che il paziente attiva da sé.
Dove verifico se un farmaco è davvero carente?
Nella banca dati Medicinali AIFA, che riporta lo stato di commercializzazione di ogni singola confezione autorizzata in Italia. È la fonte da consultare prima di concludere che un farmaco "non si trova più": a volte la carenza riguarda solo un dosaggio o una confezione specifica, mentre lo stesso principio attivo resta disponibile in un altro formato.
Un elenco che indica un farmaco come carente non le dice automaticamente cosa fare al suo posto: per questo il passaggio successivo resta comunque il farmacista o il medico, che conoscono la Sua terapia e possono indicarle l'opzione più adatta tra equivalente, alternativa terapeutica o importazione.
Conviene fare scorte per timore che il farmaco sparisca?
No, ed è un comportamento che può aggravare la carenza invece di risolverla. Se molte persone acquistano contemporaneamente più confezioni del solito "per sicurezza", la domanda cresce artificialmente proprio nel momento in cui l'offerta è già sotto pressione, e il risultato è che altri pazienti, con la stessa terapia, restano senza. Per la maggior parte dei farmaci non è nemmeno necessario: le carenze riconosciute dall'AIFA riguardano periodi definiti, durante i quali le alternative descritte sopra restano percorribili.
Fa eccezione la situazione in cui il medico stesso, per una terapia cronica delicata, Le indichi di mantenere una scorta di alcune settimane come misura prudenziale specifica per il Suo caso: in quel caso non si tratta di accaparramento, ma di un'indicazione clinica mirata.
Quanto dura di solito una carenza?
Varia molto e dipende dalla causa: da poche settimane, se il problema è un ritardo logistico puntuale, a diversi mesi, se dipende da un fermo produttivo o dalla riconversione di uno stabilimento. Non esiste una durata standard, e per questo affidarsi a una data indicativa letta online è meno utile che verificare periodicamente lo stato aggiornato nella banca dati Medicinali AIFA o chiedere direttamente in farmacia, dove spesso si conosce già la tempistica comunicata dal distributore.
Una carenza che si trascina per mesi è quasi sempre segnalata anche nei canali informativi rivolti ai pazienti, non solo negli elenchi tecnici: se il Suo farmaco abituale è coinvolto, è probabile che il medico o il farmacista Le abbiano già segnalato l'alternativa da seguire prima ancora che se ne accorga in autonomia.
Su Farmacia Vesuvio, cosa cambia per un ordine internazionale?
Farmacia Vesuvio spedisce a livello internazionale e lavora con più fornitori per uno stesso principio attivo, il che riduce — ma non azzera — l'esposizione a una singola carenza produttiva locale. Se sta cercando un principio attivo specifico, le pagine dei principi attivi mostrano le opzioni disponibili in quel momento; se una confezione risulta esaurita, la prima cosa utile da controllare è se lo stesso principio attivo è offerto sotto un altro nome commerciale, prima di ipotizzare che manchi del tutto.
Questa pagina è a scopo informativo e non sostituisce il parere di un medico o di un farmacista che conosca la Sua storia clinica.
Fonti
- Farmaci carenti — AIFA