Gestione dell'HIV
L'HIV si tratta con tre o più farmaci antiretrovirali di classi diverse, assunti ogni giorno. È l'aderenza alla terapia, non la scelta specifica dei farmaci, a mantenere il virus non rilevabile.
Darunavir Compresse
Darunavir
600/800mg
Darunavir Compresse è un farmaco per gestione dell'hiv contenente Darunavir, disponibile in 600/800mg compresse.
Epivir Hbv
Lamivudina
100mg
Epivir Hbv è un farmaco per gestione dell'hiv contenente Lamivudina, disponibile in 100mg compresse.
Tenofovir Emtricitabine
Tenofovir, Emtricitabina
300/200mg
Tenofovir Emtricitabine è un farmaco per gestione dell'hiv contenente Tenofovir + Emtricitabina, disponibile in 300/200mg compresse.
Punti chiave
- La terapia per l'HIV combina tre o più farmaci antiretrovirali di classi diverse in un unico regime quotidiano, spesso sotto forma di compressa combinata singola.
- Le classi principali sono gli NRTI (abacavir, tenofovir, emtricitabina, lamivudina, zidovudina, didanosina), gli NNRTI (efavirenz), gli inibitori dell'integrasi (dolutegravir, raltegravir) e gli inibitori della proteasi (lopinavir, darunavir, potenziati con ritonavir).
- Assumere ogni dose secondo lo schema prescritto, più che la scelta dei farmaci specifici, determina se il virus resta non rilevabile. Le dosi saltate permettono al virus di ripresentarsi e possono generare resistenza.
- Prima di iniziare l'abacavir è necessario un test genetico per il marcatore HLA-B*5701. I portatori possono sviluppare una reazione di ipersensibilità grave, a volte fatale, per questo il farmaco viene evitato del tutto in chi risulta positivo al test.
Come funziona la terapia antiretrovirale
Ogni classe di farmaci blocca una fase diversa del ciclo replicativo del virus. Gli NRTI e gli NNRTI impediscono alla trascrittasi inversa di trasformare l'RNA virale in DNA, gli inibitori dell'integrasi impediscono a quel DNA di inserirsi nelle cellule dell'organismo, e gli inibitori della proteasi impediscono la maturazione delle nuove particelle virali. Combinare più classi attacca il virus in più punti, riducendo i livelli di virus nel sangue fino a renderli non rilevabili e contribuendo a prevenire la resistenza.
Scegliere tra abacavir, dolutegravir, tenofovir, efavirenz, zidovudina, darunavir e ritonavir
- Abacavir (un NRTI) richiede il test per l'HLA-B*5701 prima della prima dose. Saltare questo controllo comporta il rischio di una reazione di ipersensibilità grave, a volte fatale, che è più pericolosa se il farmaco viene ripreso in seguito.
- Dolutegravir, un inibitore dell'integrasi, impedisce al DNA virale di inserirsi nel genoma dell'organismo. Si assume una volta al giorno e ha un'elevata barriera genetica alla resistenza, motivo per cui rappresenta il cardine di molti regimi di prima linea.
- Tenofovir disoproxil (un NRTI) richiede controlli periodici della funzione renale e della densità ossea, poiché l'uso prolungato può ridurre entrambe.
- Efavirenz (un NNRTI) viene di norma assunto la sera perché nelle prime settimane di trattamento causa comunemente sogni vividi, vertigini e altri effetti a carico del sistema nervoso.
- Zidovudina, uno dei primi antiretrovirali sviluppati, può deprimere la funzione del midollo osseo, per cui esami emocromocitometrici regolari permettono di individuare precocemente un'eventuale anemia.
- Darunavir, un inibitore della proteasi, blocca l'enzima che scinde le proteine virali nei frammenti necessari a costruire nuove particelle virali, e viene solitamente assunto insieme a una dose bassa di ritonavir.
- Ritonavir viene raramente usato da solo per trattare l'HIV. Viene invece impiegato per potenziare i livelli plasmatici di altri inibitori della proteasi, come darunavir e lopinavir, rallentando la velocità con cui il fegato li metabolizza.
Lamivudina, emtricitabina e didanosina sono altri NRTI, che bloccano la trascrittasi inversa come l'abacavir e vengono associati a un farmaco di una classe diversa. Raltegravir è un inibitore dell'integrasi come il dolutegravir. Lopinavir è un inibitore della proteasi venduto quasi sempre già combinato con ritonavir.
Domande frequenti
Cosa significa davvero "non rilevabile"?
Significa che la quantità di HIV nel sangue è scesa sotto la soglia misurabile dai test standard. Non è una cura: il virus resta presente in riserve dell'organismo, e interrompere la terapia lo fa ripresentarsi entro poche settimane.
Posso passare da un farmaco antiretrovirale a un altro?
Sì. I medici modificano i regimi terapeutici per gestire effetti indesiderati, alterazioni renali o ossee, interazioni farmacologiche o per semplificare lo schema di assunzione. I cambi di terapia mantengono sempre almeno due farmaci attivi a coprire il virus, il che protegge dalla resistenza.
Perché servono esami del sangue regolari durante la terapia?
La carica virale e la conta dei CD4 mostrano quanto bene funziona il regime terapeutico, mentre i marcatori renali, epatici e ossei permettono di individuare gli effetti indesiderati legati a farmaci come il tenofovir o la zidovudina.
Informazioni essenziali sulla sicurezza
- Non iniziare mai l'abacavir senza un risultato documentato del test HLA-B*5701, e non riprendere mai l'abacavir dopo una sospetta reazione di ipersensibilità.
- Assumere ogni dose all'orario previsto. Un'aderenza incostante è la principale causa di fallimento terapeutico e di resistenza ai farmaci.
- Informare il medico prescrittore di ogni farmaco assunto; diversi antiretrovirali interagiscono con i contraccettivi ormonali e con i medicinali che riducono l'acidità gastrica.
- Rivolgersi con urgenza a un medico in caso di febbre, eruzione cutanea, nausea o difficoltà respiratorie dopo l'inizio dell'abacavir, oppure in caso di stanchezza grave inspiegata, ittero o dispnea con qualsiasi regime terapeutico.
Questa pagina ha scopo educativo e non sostituisce il parere di un medico o di un farmacista che conosca la sua storia clinica.