16 lug 2026 ⋅ 6 min di lettura Peter Dunk

Faringite: come capire se serve davvero l'antibiotico

Faringite: come capire se serve davvero l'antibiotico

Il mal di gola è uno dei motivi più comuni per cui in Italia si finisce con una prescrizione di antibiotico in mano, eppure nella grande maggioranza dei casi quell'antibiotico non serve a nulla. La causa più frequente è un virus, e contro i virus l'antibiotico non fa niente: non abbrevia i giorni di malattia, non allevia prima il dolore, non previene complicazioni che comunque non arriverebbero. Questo articolo spiega quando l'antibiotico è davvero indicato, quali segni lo fanno sospettare, cosa serve per confermarlo e perché prenderlo "per sicurezza" ha un costo che va oltre la singola persona.

In sintesi

  • La maggior parte delle faringiti è virale e guarisce da sola: l'antibiotico non serve e non accelera la guarigione.
  • Serve solo quando la faringite è batterica, in particolare da streptococco beta-emolitico di gruppo A.
  • Febbre, essudato sulle tonsille, linfonodi del collo ingrossati e dolenti, assenza di tosse aumentano il sospetto di streptococco — ma da soli non bastano a decidere.
  • Il tampone faringeo (test rapido o coltura) è lo strumento che distingue l'origine batterica da quella virale.
  • In Italia si prescrivono troppi antibiotici per il mal di gola: l'antibiotico va assunto solo su indicazione medica, alla dose e per la durata prescritte.

Perché la maggior parte dei mal di gola non ha bisogno di antibiotico

Perché la causa, nella maggior parte dei casi, è un virus — lo stesso tipo di agente del raffreddore o dell'influenza — e gli antibiotici agiscono sui batteri, non sui virus. Prenderne uno per una faringite virale non fa guarire prima e non riduce il dolore più della normale gestione dei sintomi; espone solo a effetti collaterali inutili (disturbi gastrointestinali, reazioni allergiche) e contribuisce al problema più ampio dell'antibiotico-resistenza.

Il decorso di una faringite virale segue in genere un andamento prevedibile: peggiora nei primi giorni, poi migliora da sola. Antidolorifici, idratazione e riposo restano la base della gestione, indipendentemente dalla causa.

Quando la causa è invece batterica

Quando l'infezione è sostenuta da un batterio, in particolare dallo streptococco beta-emolitico di gruppo A. È questa la situazione in cui l'antibiotico ha un ruolo reale: tratta l'infezione, riduce il rischio di contagiare altri e previene le rare complicanze legate proprio a questo batterio. Fuori da questo scenario specifico, l'antibiotico non ha nulla da offrire.

Non esiste un modo per "sentire" se il mal di gola è da streptococco solo guardandosi allo specchio: la valutazione richiede attenzione ai segni clinici e, quando serve, un test.

Quali segni fanno sospettare lo streptococco

Alcuni elementi aumentano il sospetto di un'infezione da streptococco di gruppo A:

  • febbre;
  • essudato (placche bianco-giallastre) sulle tonsille;
  • linfonodi del collo ingrossati e dolenti;
  • assenza di tosse — la tosse, al contrario, orienta più verso un'origine virale.

Nessuno di questi segni, da solo, conferma o esclude lo streptococco: sono indizi che il medico combina per decidere se serve un test di conferma, non una lista con cui autodiagnosticarsi in farmacia. Al contrario, sintomi come raffreddore, tosse, raucedine o congiuntivite accompagnano più spesso un'infezione virale e riducono la probabilità che si tratti di streptococco, anche se il mal di gola è comunque presente e fastidioso.

Vale anche la pena ricordare cosa questi segni non dicono: l'intensità del dolore da sola non distingue virus e batteri, una faringite virale può essere dolorosissima quanto una batterica. Guardare solo a "quanto fa male" per decidere se serve l'antibiotico porta fuori strada tanto quanto ignorare del tutto i segni clinici.

A cosa serve il tampone faringeo

A distinguere l'origine batterica da quella virale prima di decidere se serve l'antibiotico. Il tampone faringeo — nella forma di test rapido o di coltura — cerca direttamente lo streptococco di gruppo A nella gola. È lo strumento che toglie la decisione dal terreno del "forse" e la mette su una base concreta: se il test è negativo, l'antibiotico quasi certamente non serve; se è positivo, ha senso.

Chi si presenta dal medico con mal di gola non deve aspettarsi automaticamente una ricetta: può aspettarsi una valutazione, e in molti casi un test, prima di qualunque farmaco. Il test rapido si esegue in ambulatorio e dà una risposta in pochi minuti; la coltura richiede più tempo ma resta più accurata in alcune situazioni dubbie. In entrambi i casi, il principio è lo stesso: prima si stabilisce la causa, poi si decide la cura, non il contrario.

Un dettaglio spesso frainteso: un tampone positivo conferma la presenza dello streptococco, ma non dice da solo se quel batterio sia davvero la causa del malessere attuale o se la persona sia semplicemente "portatrice" senza infezione in corso. È uno dei motivi per cui il test va interpretato insieme al quadro clinico, e perché la decisione finale spetta a chi visita, non al risultato isolato.

Perché in Italia si prescrivono troppi antibiotici per il mal di gola

Perché la pressione a "risolvere subito" resta forte, da entrambe le parti: chi ha mal di gola vuole una soluzione rapida, e prescrivere un antibiotico può sembrare la risposta più prudente anche quando i segni non lo giustificano. Il risultato è un uso di antibiotici superiore a quanto la situazione clinica richiederebbe.

Ogni prescrizione non necessaria non è un evento isolato senza conseguenze: contribuisce a un fenomeno collettivo, l'antibiotico-resistenza, in cui i batteri diventano via via meno sensibili ai farmaci che dovrebbero fermarli. Ne abbiamo scritto in modo più esteso in Antibiotico-resistenza in Italia: perché riguarda anche Lei.

Cosa fare se sospetta di avere il mal di gola da streptococco

Il primo passo è una valutazione medica, non l'autoprescrizione. Se il medico conferma un'infezione da streptococco, tipicamente prescrive un antibiotico della famiglia delle penicilline, come l'amoxicillina, da assumere esattamente alla dose e per la durata indicate — anche se i sintomi migliorano prima della fine del ciclo. Interrompere in anticipo non "risparmia" farmaco: lascia sopravvivere i batteri più resistenti, proprio quelli che il ciclo completo dovrebbe eliminare.

Su Farmacia Vesuvio trattiamo la categoria degli antibiotici come farmaci su prescrizione: servono per un'infezione confermata, alla posologia indicata dal medico, non come acquisto preventivo da tenere in dispensa per il prossimo mal di gola.

Come gestire il mal di gola virale nel frattempo

Nell'attesa che un'infezione virale segua il suo corso, la gestione resta sintomatica: idratazione, riposo, antidolorifici o antinfiammatori da banco per il dolore e la febbre, eventualmente pastiglie o gargarismi lenitivi per la gola. Nessuna di queste misure accorcia la durata dell'infezione; alleviano il disagio mentre il sistema immunitario fa il proprio lavoro.

Se il mal di gola peggiora dopo alcuni giorni invece di migliorare, se compaiono febbre alta persistente, difficoltà a deglutire o respirare, o se i sintomi si prolungano oltre quanto ci si aspetterebbe da un episodio virale, è il momento di rivalutare la situazione con un medico: può darsi che l'infezione non fosse virale, o che sia comparsa una complicanza.

Comprare un antibiotico "per sicurezza" prima di partire: perché non funziona così

Capita di voler portare in valigia un antibiotico "nel dubbio", specialmente prima di un viaggio lungo. Non è così che gli antibiotici funzionano, e non è così che dovrebbero essere usati: senza una diagnosi che confermi un'infezione batterica, non c'è nulla su cui l'antibiotico debba agire, e assumerlo comunque non protegge da un mal di gola virale, non lo previene e non lo accorcia. Spediamo in tutto il mondo, ma i farmaci su prescrizione — antibiotici compresi — restano legati a una diagnosi e a un dosaggio specifici, non a un'idea generica di "premunirsi". Se il mal di gola compare durante un viaggio, la strada resta la stessa di sempre: farlo valutare, non aprire una scatola tenuta da parte.

Questa pagina è a scopo informativo e non sostituisce il parere di un medico o di un farmacista che conosca la Sua storia clinica.

Fonti

  1. Antibiotico-resistenza - Piano Nazionale di Contrasto (PNCAR) — Ministero della Salute
Pubblicato il 16 luglio 2026 · Aggiornato il 16 luglio 2026

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