Sofosbuvir
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Il sofosbuvir è un antivirale ad azione diretta usato per trattare l'epatite C cronica. La sua associazione con l'amiodarone può causare un rallentamento grave, a volte fatale, della frequenza cardiaca e può riattivare l'epatite B nelle persone precedentemente infettate da questo virus.
Informazioni essenziali
- Il sofosbuvir è un antivirale ad azione diretta che blocca un enzima di cui il virus dell'epatite C ha bisogno per replicarsi. Viene sempre associato ad almeno un altro antivirale, in compresse uniche come Sovaldi (abbinato a un altro principio attivo) o Harvoni (con ledipasvir).
- Si assume una volta al giorno, di solito per 8-12 settimane; la combinazione esatta e la durata dipendono dal genotipo dell'epatite C e dal fatto che il paziente abbia già effettuato un trattamento in precedenza.
- Non associ mai il sofosbuvir all'amiodarone. Insieme possono causare un rallentamento grave, a volte fatale, della frequenza cardiaca, anche settimane dopo la sospensione dell'amiodarone.
- Il sofosbuvir può riattivare l'epatite B nelle persone che hanno avuto questa infezione in passato. Informi il medico se ha una storia di epatite B, in modo da poter essere sottoposto a test e monitoraggio.
Cosa cura il sofosbuvir
I regimi terapeutici a base di sofosbuvir trattano l'epatite C cronica nei principali genotipi. L'obiettivo è eliminare il virus fino a livelli non rilevabili, il che previene ulteriori danni epatici e riduce il rischio a lungo termine di cirrosi e carcinoma epatico. Alcuni regimi sono adatti a persone con cirrosi compensata; la malattia epatica scompensata richiede una valutazione specialistica.
Come agisce il sofosbuvir
Il virus dell'epatite C replica il proprio materiale genetico utilizzando un enzima virale chiamato polimerasi NS5B. Una volta all'interno della cellula epatica, il sofosbuvir viene convertito in una forma attiva che imita uno dei mattoni naturali del virus. Il virus lo incorpora nel nuovo filamento genetico che sta costruendo, impedendone l'allungamento e bloccando così la replicazione.
Prima di assumerlo
- Informi il medico se ha mai avuto l'epatite B, anche in passato, poiché il trattamento a base di sofosbuvir può riattivarla. Deve essere sottoposto a test per l'epatite B prima di iniziare la terapia.
- Non assuma sofosbuvir insieme ad amiodarone. Se assume amiodarone, il medico valuterà un farmaco cardiaco alternativo prima di iniziare il trattamento.
- Informi il prescrittore di tutti gli altri farmaci assunti, compresi alcuni anticonvulsivanti, farmaci per la tubercolosi ed erba di San Giovanni, che possono ridurre l'efficacia del sofosbuvir.
- Informi il medico se è in stato di gravidanza, sta pianificando una gravidanza o sta allattando, poiché il rischio in queste situazioni non è stato pienamente stabilito.
Effetti collaterali
Gli effetti comuni includono affaticamento, mal di testa, nausea e difficoltà ad addormentarsi.
Interrompa il trattamento e richieda assistenza medica urgente in presenza di uno dei seguenti segnali:
- Battito cardiaco molto lento, vertigini, svenimento o stanchezza estrema, in particolare se assume anche amiodarone.
- Ingiallimento della pelle o degli occhi, urine scure o dolore addominale persistente, che possono indicare un danno epatico.
- Segni di reazione allergica, tra cui eruzione cutanea, gonfiore del viso o difficoltà respiratorie.
Elementi essenziali di sicurezza
- L'associazione di sofosbuvir con amiodarone può causare bradicardia potenzialmente letale. Questa combinazione deve essere evitata; se non esiste alternativa, è necessario un monitoraggio cardiaco.
- Chiunque inizi un trattamento a base di sofosbuvir deve essere sottoposto a test per l'epatite B in anticipo, poiché l'eliminazione dell'epatite C può consentire la riattivazione di un'infezione da epatite B dormiente.
- Completi l'intero ciclo di terapia come prescritto e si sottoponga agli esami del sangue di controllo per confermare l'avvenuta eliminazione del virus.
Questa pagina ha finalità educative e non sostituisce il parere di un medico o di un farmacista a conoscenza della sua storia clinica.