Imatinib
1 farmaco
L'imatinib è un farmaco oncologico mirato, usato principalmente per la leucemia mieloide cronica e i tumori stromali gastrointestinali; blocca uno specifico segnale di crescita anomalo e richiede controlli regolari dell'emocromo e della funzionalità epatica per tutta la durata del trattamento.
Punti chiave
- L'imatinib (commercializzato come Glivec o Gleevec) è un inibitore della tirosin-chinasi: blocca un segnale di crescita anomalo presente in specifiche cellule tumorali, anziché colpire indiscriminatamente tutte le cellule in divisione.
- Si assume in compresse una o due volte al giorno, con cibo e un bicchiere pieno d'acqua, spesso per anni o a tempo indeterminato a seconda della risposta al trattamento.
- Per tutta la durata della terapia sono necessari controlli regolari dell'emocromo e della funzionalità epatica, per individuare precocemente una riduzione delle cellule del sangue o un danno epatico.
- Rivolgersi urgentemente a un medico in caso di improvviso aumento di peso, gonfiore importante, difficoltà respiratorie o segni di sanguinamento.
Che cosa cura l'imatinib
L'imatinib è indicato nel trattamento della leucemia mieloide cronica (LMC), un tumore del sangue causato da una fusione genica anomala (il cromosoma Philadelphia) che induce il midollo osseo a produrre un numero eccessivo di globuli bianchi anomali. È inoltre indicato per i tumori stromali gastrointestinali (GIST), tumori che insorgono nella parete dello stomaco o dell'intestino, e per la leucemia linfoblastica acuta con cromosoma Philadelphia positivo. Questi sono i suoi impieghi consolidati e autorizzati.
Come agisce l'imatinib
I tumori trattati con imatinib sono guidati da una proteina anomala, una tirosin-chinasi, che rimane permanentemente attivata, inviando un segnale continuo che spinge la cellula a crescere e dividersi. L'imatinib si lega a questa proteina e ne blocca il segnale, rallentando o arrestando la crescita delle cellule portatrici del gene anomalo, mentre risparmia in larga misura le cellule normali che non dipendono da tale segnale.
Prima di assumerlo
- Informare il medico in caso di malattie epatiche o renali, insufficienza cardiaca o anamnesi di riduzione delle cellule del sangue, prima di iniziare il trattamento.
- L'imatinib può causare ritenzione idrica; segnalare tempestivamente gonfiore improvviso, rapido aumento di peso o difficoltà respiratorie.
- Molti farmaci comuni modificano i livelli di imatinib, tra cui alcuni antimicotici, anticonvulsivanti e l'iperico (erba di San Giovanni); informare ogni medico prescrittore dell'assunzione di imatinib.
- Evitare il succo di pompelmo, che può aumentare i livelli di imatinib.
- Durante il trattamento è necessaria una contraccezione affidabile, poiché l'imatinib può danneggiare il feto in caso di gravidanza.
Effetti collaterali
Gli effetti comuni comprendono nausea, diarrea, crampi muscolari, ritenzione idrica intorno agli occhi o alle caviglie ed eruzioni cutanee.
Interrompere l'assunzione e rivolgersi urgentemente a un medico in presenza di uno dei seguenti segni:
- Improvviso aumento di peso, gonfiore importante o difficoltà respiratorie (possibile ritenzione idrica a carico di cuore o polmoni).
- Lividi o sanguinamenti insoliti, oppure segni di infezione come la febbre.
- Ingiallimento della pelle o degli occhi, o dolore addominale severo (possibile danno epatico).
- Eruzione cutanea grave o comparsa di vesciche.
Informazioni essenziali sulla sicurezza
- Per tutta la durata del trattamento sono necessari controlli regolari dell'emocromo e della funzionalità epatica, poiché l'imatinib può sopprimere l'attività del midollo osseo e compromettere la funzione epatica, talvolta senza sintomi precoci.
- La ritenzione idrica è un effetto comune e può diventare seria; segnalare gonfiore o difficoltà respiratorie senza attendere che si risolvano da soli.
- Non interrompere né modificare il dosaggio senza consultare lo specialista: LMC e GIST richiedono un trattamento costante e monitorato per mantenere bloccato il segnale di crescita anomalo.
Questa pagina ha finalità educativa e non sostituisce il parere di un medico o di un farmacista a conoscenza della propria storia clinica.