Aloperidolo
1 farmaco
L'aloperidolo è un antipsicotico tipico usato per schizofrenia, agitazione acuta e disturbi da tic. Comporta un rischio maggiore di disturbi del movimento come la discinesia tardiva e può prolungare l'intervallo QT del cuore, aumentando il rischio di un pericoloso battito cardiaco irregolare.
Punti chiave
- L'aloperidolo è un antipsicotico tipico (di prima generazione) usato per trattare la schizofrenia, l'agitazione grave acuta e i disturbi da tic come la sindrome di Tourette.
- Si assume in compresse o forma liquida, di solito una o due volte al giorno; è disponibile una forma iniettabile per l'agitazione acuta e un'iniezione a lunga durata d'azione mensile per il trattamento continuativo.
- L'aloperidolo comporta un rischio maggiore di disturbi del movimento rispetto agli antipsicotici più recenti: rigidità, tremore, irrequietezza e, con l'uso prolungato, discinesia tardiva, movimenti involontari e spesso irreversibili del viso e della lingua. Può inoltre prolungare l'intervallo QT del cuore, aumentando il rischio di un pericoloso battito cardiaco irregolare.
- Ricorra a cure urgenti in caso di febbre alta con rigidità muscolare e confusione, movimenti improvvisi e incontrollabili, o battito cardiaco rapido e irregolare.
Cosa tratta l'aloperidolo
L'aloperidolo tratta la schizofrenia e altri disturbi psicotici, riducendo allucinazioni, deliri e pensiero disorganizzato. Viene utilizzato per l'agitazione grave acuta, anche in ambito di emergenza, e per i disturbi da tic come la sindrome di Tourette. Non è indicato per un uso occasionale contro l'ansia o l'insonnia.
Come agisce l'aloperidolo
L'aloperidolo blocca i recettori della dopamina in modo intenso e piuttosto indiscriminato in tutto il cervello. Questo riduce i sintomi psicotici, ma poiché blocca la dopamina anche nella via che controlla il movimento, comporta un rischio maggiore di effetti collaterali motori rispetto agli antipsicotici più recenti e più selettivi.
Prima di assumerlo
- Informi il medico curante di eventuali problemi del ritmo cardiaco, storia personale o familiare di prolungamento del QT, bassi livelli di potassio o magnesio, crisi epilettiche o malattia di Parkinson.
- Informi il medico curante di ogni altro farmaco che assume. Alcuni antibiotici, antidepressivi e altri farmaci per il ritmo cardiaco o antipsicotici aumentano l'effetto di prolungamento del QT.
- L'uso a lungo termine comporta un rischio concreto di discinesia tardiva, movimenti involontari del viso e della lingua che possono persistere dopo la sospensione del farmaco. Segnali tempestivamente qualsiasi nuovo tic o smorfia.
- Non è approvato per gli anziani con psicosi correlata a demenza, condizione in cui aumenta il rischio di ictus e morte.
Effetti collaterali
Effetti comuni: sonnolenza, secchezza delle fauci, stipsi, visione offuscata e irrequietezza (acatisia), un impulso interiore a muoversi continuamente.
Interrompa il trattamento e ricorra a cure mediche urgenti in presenza di uno di questi sintomi:
- Febbre alta, rigidità muscolare e confusione, possibile sindrome maligna da neurolettici.
- Movimenti incontrollabili del viso, della lingua o del corpo.
- Battito cardiaco rapido, irregolare o pulsante, oppure svenimento.
- Spasmi muscolari gravi del collo, degli occhi o della schiena (distonia acuta).
Elementi essenziali di sicurezza
- L'aloperidolo può prolungare l'intervallo QT e innescare un pericoloso battito cardiaco irregolare. Informi il medico curante di qualsiasi storia di aritmie cardiache e di ogni altro farmaco che assume, compresi i farmaci da banco.
- Presti attenzione ai primi sintomi motori, tremore, rigidità o irrequietezza, e li segnali tempestivamente. L'uso continuato aumenta il rischio di discinesia tardiva, che può essere permanente.
- Non interrompa bruscamente l'assunzione di aloperidolo. La sindrome maligna da neurolettici, una reazione rara ma grave che causa febbre alta e rigidità muscolare severa, è un'emergenza medica, e la sospensione improvvisa può causare sintomi da astinenza o da rimbalzo.
Questa pagina ha scopo educativo e non sostituisce il parere di un medico o di un farmacista a conoscenza della sua storia clinica.