Osteodistrofia Renale
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L'osteodistrofia renale è una malattia ossea causata dalla malattia renale cronica, in cui il metabolismo alterato di calcio, fosfato e vitamina D indebolisce le ossa. La vitamina D attiva è un cardine del trattamento.
Punti chiave
- L'osteodistrofia renale è un disturbo osseo che si sviluppa come conseguenza diretta della malattia renale cronica (MRC), quando calcio e fosfato perdono l'equilibrio e l'organismo smette di attivare la vitamina D.
- Ne deriva un osso indebolito e fragile che si frattura più facilmente e causa dolore persistente, in particolare a livello di anche, ginocchia e parte bassa della schiena.
- Il trattamento ripristina la vitamina D attiva mancante; il calcitriolo è la forma sintetica più utilizzata per sopprimere l'ormone paratiroideo e rallentare la perdita ossea, nell'ambito della Salute delle Ossa nella malattia renale.
- L'iperparatiroidismo secondario non trattato può progredire rapidamente.
Perché i reni sono importanti per la salute delle ossa
I reni sani attivano la vitamina D, di cui l'organismo ha bisogno per assorbire il calcio dagli alimenti. Nella MRC questa conversione viene meno. La carenza di vitamina D attiva spinge le ghiandole paratiroidi a produrre in eccesso l'ormone paratiroideo (PTH), che a sua volta mobilita calcio direttamente dall'osso per compensare. Nel corso di mesi e anni questo ciclo erode la densità ossea e altera la struttura dell'osso. Il trattamento si concentra sulla sostituzione della vitamina D attiva mancante: il calcitriolo sopprime il PTH e rallenta la perdita ossea, e la sua gestione è una parte fondamentale della salute delle ossa per le persone con malattia renale.
Quando consultare il medico
Dolore osseo persistente, debolezza muscolare o fratture inspiegabili in una persona con MRC richiedono una valutazione tempestiva da parte di uno specialista nefrologo, poiché l'iperparatiroidismo secondario non trattato può progredire rapidamente.
Questa pagina ha scopo educativo e non sostituisce il parere di un medico o farmacista che conosca la sua storia clinica.